La sfortuna, i periodi sfortunati, non lasciano immuni neanche i grandi player dell'higth stackes cash. Ne sa qualcosa Brian Townsend che non nasconde di essere rimasto sconcertato nell'analizzare le sue ultime 36.000 mani giocate nel Pot Limit Omaha negli ultimi due mesi, chiuse con un passivo di 2.750.000$. Lo ammette lui stesso sul suo blog ospitato dal portale Cardrunners.com. A dire il vero, dopo il primo momento di "rabbia" e smarrimento successivo all'analisi fatta con Hold'em Manager
-secondo il quale doveva avere un passivo assai minore, anzi limitatamente agli all-in doveva essere in attivo- Townsend ha trovato anche alcuni aspetti positivi celati in ogni bad run. Ma ecco cosa ha scritto nel suo blog... Chi si trova in bad run ne faccia tesoro
"Gli ultimi mesi di gioco sono stati molto frustranti. Guardate (grafico sotto)che pessimi risultati ho nel PLO dove in 36k mani sono in pasivo di 2,75 milioni di dollari ance se in termini di WEV negli all in dovrei essere sopra di 440k. Quando ieri me ne sono accorto ci sono rimasto male. Vorrei disinteressarmene copletamente ma invece questo mi condiziona negativamente, e non solo al tavolo ma anche nella vita fuori dal poker".
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"Dopo essermi chiuso per qualche ora nell'autocommiserazione -continua- sono finalmente riuscito a riprendere il controllo e a comprendere che, poichè questi risultati non dipendono da me, non ha senso che ci pensi e che mi ci lasci corrodere. Mi sentivo meglio... Ma subito dopo ho perso un altro mezzo milione in 250 mani. E di nuovodove più bravo: il PLO dove sto perdendo tantissimo mentre in giochi che ho appena imparato, come lo stud, sto andando benissimo".
"Credo -aggiunge- che quello che mi sta succedendo sia ciò che rende il poker un così bel gioco. I giochi con la varianza sono migliori di quelli che non ce l'hanno, come gli scacchi dove c'è sempre una decisione ottimale. Che c'è anche nel poker, ma è molto più difficile trovarl e ci sono talmente tante fluttuazioni che è complicato anche dire se effettivamente quella decisione era la migliore".
"Alla luce di tutto, razionalmente, concludo che non dovrei sentirmi frustrato in questi casi, ma gioire, perchè è grazie alla varianza che trovo tanta gente con cui giocare e su cui ho in questi anni guadagnato milioni. Come disse Phil Hellmuth, "se non fosse per la fortuna vincerei contro chiunque". Potrebbe essere possibile, ma in realtà sono la varianza e la fortuna a rendere il poker un bellisismo gioco, perchè fanno sì che i giocatori scarsi continuino a sfidare quelli bravi".






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